Cosa è il tiro sub

…un video che vale più di mille parole…

 

 

Il Tiro al Bersaglio Subacqueo (TBS) viene spesso erroneamente associato alla pratica della pesca subacquea in apnea, quasi come se fosse una sorta di attività succedanea per pescatori lontani dal mare, così come non è un allenamento finalizzato alla cattura dei pesci. Si tratta invece di uno sport che si basa su principi differenti e che richiede differenti abilità, pur rappresentando un’attività sportiva complementare per molti appassionati della pesca in apnea.

Nel TBS si differenziano ben tre specialità, il Tiro Libero Individuale, il Biathlon e la Staffetta per Società, per affrontare le quali occorrono differenti mentalità, diverse metodologie d’approccio, diversi obbiettivi e diverse attrezzature. Per chi comincia a praticarlo a livello agonistico, ciò che colpisce maggiormente è l’ambiente cortese e divertente, la calda accoglienza e l’ottimo spirito con cui viene vissuto il tutto, seppur con l’impegno agonistico. Tutti sono sempre molto disponibili a condividere la propria esperienza fornendo consigli ai neofiti. Non si percepiscono secondi fini o chiusure impaurite di difesa, anzi si diventa subito parte del gruppo e ci si diverte davvero tanto insieme. Soprattutto la parte conclusiva delle manifestazioni sportive (con il mitico terzo tempo) e la premiazione, sono quasi totalmente incentrate, appunto, sugli sfottò ironici ma sempre finalizzati al divertimento, pur con la solennità dei momenti di celebrazione sportiva. Molte emozioni, molto divertimento, tanti nuovi amici che hanno le nostre stesse passioni, insomma non sono ancora terminate le premiazioni che già si desidera partecipare alla prossima gara.

Diversa, ma altrettanto bella e ricca di emozioni, è l’esperienza per chi mira a qualche risultato in più, per chi ha già qualche gara alle spalle e un po’ di esperienza. In questo caso, certo, la concentrazione sale, ognuno ha poi la sua teoria in merito, c’è chi necessita di una notevole concentrazione, chi invece dà il meglio di se se non ci pensa troppo su e scherza e ride fino a qualche secondo prima del suo turno di competere. Anche in questo caso le emozioni provate sono molte ed intense. Se ci si impegna e se ci si crede davvero si possono raggiungere buoni risultati in tempi ragionevolmente brevi, pur senza affrontare immani investimenti economici e senza necessitare di molto tempo nel corso della settimana.

Nel Tiro Libero, l’obiettivo principale è la massima precisione di tiro, così da totalizzare il maggior punteggio possibile. I tiri dovranno andare a colpire nel punto più vicino possibile al centro del bersaglio. Nel tiro libero, inoltre, il tempo acquista una dimensione di secondaria importanza. Esiste un tempo limite di cinque minuti entro il quale effettuare tutti e cinque i tiri, ma la precisione dei tiri conta decisamente di più del terminare la prova rapidamente. Per ottenere una tranquillità e concentrazione maggiore, non bisogna pensare al tempo, ma compiere ogni gesto con estrema calma. Anche la frequenza cardiaca accelerata, potrebbe in qualche modo influire sulla stabilità nel momento del tiro o annebbiare l’occhio in fase di mira. Per poter realizzare un buon risultato nel tiro libero occorrerà quindi, oltre ad una perfetta conoscenza e set-up dell’arma, anche il corretto stato d’animo ed il migliore controllo del nostro corpo. La sagoma è realizzata in materiale plastico molto rigido alla quale si sovrappone il foglio bersaglio in materiale plastico che viene perforato nel punto in cui l’asta scagliata dal fucile del tiratore lo colpisce, rimbalzando e cadendo sul fondo senza rimanere piantata alla sagoma. Dopo ciascun tiro, si guadagna la superficie e l’agognata aria da respirare nuovamente, nel tempo strettamente necessario per riarmare il fucile, senza caricarlo, operazione che avverrà solo quando avremo nuovamente effettuato l’immersione, una volta raggiunto il fondo della piscina e rivolto il fucile in direzione del bersaglio, così da scongiurare anche il benché minimo rischio di incidente o danno alle strutture della piscina. Dopo avere effettuato l’ultimo dei cinque tiri, una volta riemersi in superficie, senza aver il tempo nemmeno per un pensiero, bisogna prendere una boccata d’aria e pinneggiare a tutta forza, nuotando verso la linea di partenza. Ottimi pescatori e apneisti si sono cimentati in qualche prova di tiro e tutti hanno potuto verificare quanto non sia per nulla scontato e per niente facile realizzare buoni risultati.

Il  Biathlon è la disciplina più fisica e spettacolare. In questo caso il tempo è fondamentale, così come la forma fisica, l’acquaticità ed il controllo del proprio corpo. In questa disciplina occorre un netto cambio di mentalità rispetto alla calma del Tiro Libero. Qui occorre essere fluidi ma scattanti, veloci ma non affannati. Serve molta grinta e anche se non si dispone di un fisico particolarmente allenato, si può sopperire parzialmente con un’ottima tecnica, acquaticità e grande controllo mentale. La difficoltà di questa disciplina sta nel saper gestire le proprie forze per tutta la durata della prova. Bisogna abituare il fisico ed i muscoli a lavorare in carenza di ossigeno. Dopo la parte centrale della performance, la formazione di acido lattico nei muscoli rende meno fluida l’azione. Bisogna abituarsi a continuare la performance anche quando il nostro corpo ci comunica sensazioni sgradevoli di sofferenza fisica perché non si è avuto il tempo di recuperare dall’apnea precedente. Per eccellere in questa disciplina è fondamentale la conoscenza del proprio corpo. Inoltre, è fondamentale riuscire a mantenere una certa lucidità e freddezza pur essendo affannati, per riuscire a vedere bene e colpire tutti e cinque i bersagli, al momento del tiro. Durante la competizione, si cerca di non pensare e di eseguire tutti i gesti meccanicamente. In realtà la mente è attraversata da molti pensieri e bisogna mantenere il controllo ed una visione distaccata durante l’intera prova. Prima della partenza, la sensazione più fastidiosa è il freddo, dato che la prova si effettua senza il caldo abbraccio della muta, ma solo in costume da bagno, per essere più idrodinamici e si è in acqua fermi prima della partenza già da qualche minuto. Per i primi due percorsi in apnea è fondamentale il più alto autocontrollo, perché l’emozione della bagarre e l’ossigenazione buona dei tessuti tendono a darci una notevole spinta psicologica, ma bisogna risparmiarsi per i percorsi successivi, in quanto, normalmente durante il terzo percorso, quello della verità, avviene un crollo drastico, sia fisico che psicologico per via delle sensazioni di fame d’aria che assalgono il nostro corpo. Se non si possiede il giusto allenamento le gambe si fermano, la nostra coscienza ci impone di ripartire ma il corpo non risponde, quasi a disobbedire a noi stessi. Si stringono i denti, manca l’aria e non si ripartirebbe più per il quarto percorso. Il freddo iniziale è solo un lontano ricordo e le sensazioni sono rivolte solo alla voglia di mollare tutto e riposare, smaltendo l’accumulo di anidride carbonica e recuperando le forze. In questo momento occorre pura forza di volontà, conoscere il proprio fisico, il proprio livello di preparazione fisica e l’abitudine alla  sofferenza. Insomma bisogna partire e mantenere la dovuta freddezza comunque! L’ultimo percorso, invece, è paradossalmente, si è consapevoli che è l’ultimo sforzo e che non sarà certo quello a farci crollare dopo tutto quello che si è patito. Con un pizzico di aiuto da parte del tifo esterno si riesce a dar fondo alle ultime riserve, tuttavia, in queste ultime fasi è ovviamente più facile commettere errori nel tiro. Al termine della prova ci si sente rinascere, sono sensazioni difficili da spiegare, probabilmente sono sensazioni paragonabili a quelle che provano gli apneisti o i nuotatori di pinnato al termine di una prova intensa. Si è quasi sconvolti, ma questa sensazione svanisce in pochissimi secondi, non appena si respira profondamente, ma si è tanto soddisfatti che ci si sente gratificati anche solo per essere riusciti a portare a termine l’intera prova ed una sensazione di caldo, finalmente, ci pervade. Ogni volta, ad ogni gara si cerca di migliorare. Ognuno è in corsa con il proprio record personale prima di essere in gara con gli altri concorrenti. Per questa disciplina si utilizza un fucile oleo-pneumatico molto lungo, un vero “cannone” da pesca subacquea, ma niente paura, sono quasi completamente scarichi di pressione e la loro lunghezza è necessaria solo per migliorare la balistica. La scelta di questi fucili consente di riarmare l’arma in tempi rapidissimi.

L’ultima disciplina è la Staffetta a Squadre, che rappresenta quasi un mix tra le due specialità sopra citate. Conta il punteggio, quindi la precisione di ogni tiro, ma il tutto deve avvenire in un tempo limite prefissato e sia il percorso d’andata, il caricamento, il tiro e il percorso di ritorno vengono effettuati in apnea. Quando l’atleta che ha appena sparato, nella fase di ritorno oltrepassa la linea di partenza con la testa, il compagno di squadra può partire per effettuare il suo tiro. Ogni squadra può essere composta da due o da tre atleti. I tiri da effettuare sono in totale sei. Ognuno dei cinque bersagli del foglio dovrà ospitare solo un tiro, mentre il bersaglio centrale ne dovrà ospitare obbligatoriamente due. Se la squadra effettua i sei tiri con relativi percorsi in un tempo inferiore a quello prefissato riceverà un bonus che andrà sommato al punteggio realizzato con i sei tiri. Se al contrario impiegherà più del tempo limite prefissato, subirà una penalità che andrà a decurtare dei punti dal punteggio realizzato con i sei tiri. In questa disciplina conviene mantenere quel rilassamento e quel controllo senza “andare di fretta”. Conviene quindi effettuare il percorso di andata con calma cercando di rilassarsi e di essere il più idro-dinamici possibile e invece si può spingere nel percorso di ritorno, tanto avremo poi tempo per recuperare mentre riarmiamo il fucile in superficie. Per questa disciplina si utilizzano naturalmente fucili a propulsione elastica, esattamente identici a quelli utilizzati per il tiro libero. Molto importante è una corretta zavorra che deve consentire estrema stabilità sul fondo in fase di caricamento e di tiro a polmoni pieni, ma non deve ostacolare una certa velocità durante la fase dinamica di nuoto in apnea. Molto affiatante e coinvolgente, per poter produrre dei discreti risultati occorre molto feeling e affiatamento tra i componenti del team. Deve bastare infatti uno sguardo tra gli atleti ad esempio per anticipare una partenza rispetto a quanto previsto o per gestire un imprevisto, ma soprattutto dovrà prevalere lo spirito si gruppo, così da esaltare la prova positiva come un risultato collettivo e dividere il peso di un errore senza che chi materialmente lo ha compiuto, si senta colpevolizzare dai compagni.

Sempre più spesso, dopo una fase di stasi, si ricominciano ad organizzare manifestazioni internazionali, che vedono coinvolte varie nazioni Europee. Insomma questo è il TBS, una disciplina semplice ma affascinante, dove occorre sviluppare caratteristiche specifiche e tanta attenzione per i particolari. Un ambiente sereno, divertente e amichevole, tanti amici appassionati con cui trascorrere le uggiose domeniche invernali divertendosi in compagnia. Provare per credere! Per tutte le informazioni necessarie potete rivolgervi al referente nazionale o regionale FIPSAS per la promozione Tiro al Bersaglio Subacqueo.