eMAI L’intervista #10 – Catia Vagelli

Mi chiamo Catia Vagelli,  ho 51 anni, e sono il giusto sponsor per “lo sport non ha età”! fb_img_1480150088971Chi sono? Sono una tirosub!
Abito a Rosignano Solvay a due passi dal mare ma non avevo mai sentito parlare di questo sport,  fino a quando una certa Laura di un club Livornese, chiamò il mio compagno Simone Mimotti, per realizzare il sogno di creare una squadra di tiro con la sua Spazio Sub Livorno. Così è nata la mia passione,  in una serata di presentazione dove l’invitato speciale un certo Giuseppe Meduri da Bergamo in acqua mi mise un fucile in mano.. (conservo ancora il foglio bersaglio ), ad ottobre 2013 dopo nemmeno 1 mese di allenamento feci la mia prima gara selettiva proprio a Livorno arrivando terza, e dopo una settimana la Coppa dei Campioni a Brescia con un sofferto ultimo posto (sofferto perché ho combinato di tutto, ventose staccate con tiro al volo mentre risalivo,  sagome spezzate, attacchi di panico.. Un delirio per i miei poveri compagni di squadra Mimotti e Socci).
Il tiro è stato il classico amore a prima vista,  un rapporto difficile come tutti gli amori,  il fucile ad elastici che non riuscivo a caricare, l’acqua alta che mi spaventava,  il biathlon che non mi piaceva e tutti mi dicevano “ti devi divertire”.. Cavolo,  pensavo.. Io non diverto..
Poi, con la tenacia,  allenamento e la pazienza di chi mi sta attorno,  dopo una gara,  sono uscita con un sorriso… Miracolo… Mi sono divertita!
La gara che più mi da soddisfazione è la staffetta,  in uno sport così solitario (perché in acqua,  son cavoli, ti trovi sola con te stessa e con i tuoi pensieri… non ne esci…) è la disciplina che più mi rappresenta.
Ai campionati di Latina ho vinto l’argento nel biathlon (si avete capito bene… Biathlon) ma il bronzo nella staffetta non lo dimenticherò,  troppo bello sul podio, tanta emozione.
Una gara e una trasferta che ricordo?  Atene. La classica gara dove ti va bene tutto,  due ori,  nel tiro e nella gara dove mi diverto tanto. Dal podio ho fatto cantare l’inno italiano a tutti,  era da tanto che volevo farlo, lo canto a ogni Olimpiade  ad ogni competizione. Era il mio momento è il mio inno.
Un grosso rammarico? aver fatto il record da 4 metri a Vignola, 3505 punti e non vedere il mio nome scritto sull’ albo,  perché non ufficiale (tengo la coppa sulla mensola con scritto RECORD! Vale?)
Con la squadra alleniamo 2 volte a settimana il tiro,  1 volta l’apnea e abbino una sessione di spinning perché il fiato non è mai abbastanza.
Vi ho parlato della gente dell’ambiente?  Hanno la competizione al posto del sangue,  ti sorridono pensando “ti spiezzo in due..” sono degli squali affamati di punteggio, sono delle macchine da guerra… Praticamente una grande,  unica, famiglia!fb_img_1480149420815
Ogni gara è una rimpatriata,  uno scambio di opinioni e di consigli,  una sana e bellissima rivalità, se possono aiutarti sul bordo vasca  a un minuto dalla gara lo fanno.  Le gare,  con una troupe del genere fuori dall’acqua,  non fanno paura.
Il negativo di questo sport è l’invisibilita’.
Siamo non vedibili in acqua,  il pubblico non viene perché non c’è niente da vedere,  manca un impianto di ripresa collegato a un maxi schermo
(ne basterebbe 1 da far girare a ogni gara) che permetta a chi passa, anche per caso in piscina,  di seguire l’atto sportivo… la tecnologia è alla portata di tutti (telecamerine e wireless… Ne vogliamo parlare?).  Non siamo visibili in tv,  sui giornali, sulle riviste,  ho provato personalmente ha postare foto e a mandare email.
Dobbiamo arrangiarci da soli,  con Simone siamo stati invitati in Sardegna per fare promozione,  i ragazzi intervenuti sono rimasti piacevolmente colpiti,  sicuramente inizieranno a tirare e hanno saputo trovare canali mediatici,  per la divulgazione dell’evento, Unione Sarda,  tv via internet e a breve Rai 3. Quindi,  volere è potere! Impegno! Rompiamo le scatole,  tempestiamoli di foto e di articoli!
Abbiamo una Federazione la FIPAS alla quale chiediamo di credere in noi, di investire in questo sport, perché da noi ci sono grandi campioni.
Dimenticavo, sono una nazionale, un’ azzurra,  una di voi…

Tutti in piedi a bordo vasca!
Un abbraccio,
Catia