Trofeo delle Nazioni 2013 TBS

Brescia, Italia; Sabato 16/11/2013.

5 Nazionali (Italia, Francia, Russia, Ucraina e Grecia). 7 squadre scendono in acqua per contendersi il titolo di Trofeo delle Nazioni di TBS.

3 le discipline che si susseguono in rapida sequenza, grazie alle 8 linee di tiro allestite nella bellissima vasca da 50mt x 2,20 mt di profondità , che regala acqua ferma e trasparentissima.

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Si comincia con il Tiro di precisione dalla distanza di 4 mt, disciplin in cui gli arbalete per il momento la fanno ancora da padrona. Quindi Italia, Francia e Grecia sono le favorite, in quanto storiche utilizzatrici di questi fucili anche nella pratica della pescasubacquea. Il testa a testa dopo la prima manche vede Italia e Francia, con alcuni atleti che, traditi dall’emozione del momento, commettono qualche errore di troppo. Alla fine la vittoria individuale va meritatamente all’atleta Francese: François Chauvel, che con 3.400 punti in due regolarissime manche dimostra di saper far fronte all’emozione degli eventi Internazionali. Secondo Stefano Oggioni con 3.370 punti e terzo Giuseppe Meduri con 3.265 punti, quindi due Italiani sul podio in questa disciplina. Da segnalare che l’atleta Italiano Matteo Manzini ha dovuto sostituire il suo fucile da gara la sera prima della  competizione ed è stato dunque costretto ad utilizzare un fucile di riserva con cui aveva minor confidenza. Per quanto riguarda le atlete del genitl sesso, si impone l’Italiana Marusca Marini con 2.790 punti, ormai un veterana degli appuntamenti Internazionali, che nonostante qualche difficoltà personale ha dimostrato maturità agonistica, grinta e capacità di concentrazione, ritrovando velocemente la competitività. Seconda la Francese Delphine Gallardo con 2.490 punti e terza l’Ucraina Milena Mezhuieva con 1.430 punti.

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Si passa poi alla staffetta a squadre. Anche in questa disciplina la precisione è fondamentale e quindi favorite sempre: Italia, Francia e Spagna con l’utilizzo dei loro arbalete. La squadra Italia 2 composta da: IMG-20131116-00133Marini, Singia e Oggioni si impone davanti a tutti, trovando il giusto mix tra precisione e velocità. 2.918 punti su 9 bersagli, in 244,2 secondi (25,8 secondi in meno rispetto al tempo limite). Secondi sempre gli Italiani con la squadra Italia 1 composta da: Manzini, Meduri, Rezzi con 2.225 punti. Terza la squadra Francese composta da: François Chauvel, Yohan Belpre, Delphine Gallardo con 2.160 punti. Quindi due squadre Italiane sul podio in questa disciplina. Da segnalare la fulminea prestazione della Russia che grazie all’utilizzo più veloce dei fucili pneumatici ha concluso la prova in soli 204 secondi (66 secondi in meno rispetto al tempo limite).

Senza soste si cambiano le attrezzature e si passa al massacrante Biathlon. In questa prova la stanchezza cumulata nelle gambe e la tensione per paura dell’errore in agguato hanno fatto la differenza. Vince l’atleta Russo Alexey Smirnov, che con il suo pneumatico Sargan realizza 4 centri in 111 secondi. Secondo l’Italiano Giuseppe Meduri con 4 centri in 118 secondi e terzo l’Italiano Matteo Manzini sempre con 4 centri in 135 secondi. Quindi due Italiani sul podio anche in questa disciplina. Per il biathlon femminile si impone la favorita atleta Ucraina Milena Mezhuieva, l’unica a realizzare i desiderati  5 centri in soli 171 secondi, grazie alla sua maestria nell’utilizzo del fucile pneumatico. Seconda l’Italiana Marini Marusca con 4 centri in 152 secondi, terza la Russa Anna Kamenshchikova con 3 tiri in 168 secondi.

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La classifica generale a squadre vede quindi la vittoria dell’Italia, con il team Italia 2 composto da: Singia, Marini, Oggioni. Seconda l’altra squadra Italiana Italia 1 con: Manzini, Meduri, Rezzi. Terza infine la Francia con: François Chauvel, Yohan Belpre, Delphine Gallardo. Quindi due squadre Italiane sul podio più importante. Grazie all’ottimo lavoro del CT Tino De Luca, che con la propria passione, come praticante di questa disciplina, oltre che alla sua notevole esperienza maturata in oltre 10 anni di agonismo Internazionale, conduce e conferma l’Italia sul gradino più alto del podio. Da segnalare in generale il livello davvero di eccellenza degli atleti, dell’organizzazione e dell’impianto e delle attrezzature utilizzate. SO

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